Biagio in Viaggio – Az. Agr. Camerani (Corte Sant’Alda/Adalia)

Marinella Camerani

Tra la cantina e la casa… ecco come Marinella Camerani muove i suoi passi in Valpolicella Orientale e precisamente nella Valmezzane, partendo nel 1983 da soli tre ettari. Il suo è un estro creativo guidato dalla passione per la sua terra, e per restituire nei suoi vini solo autenticità e grande personalità.

Marinella Camerani

Marinella Camerani: estro, passione e… vignaiola dell’anno 2024

 Difficile racchiudere la sua opera in poche righe. La sua esperienza in vigna si intreccia inesorabilmente con la sua vita di campagna. Parlare con lei e con sua figlia Federica è come vivere un po’ quella Valpolicella che ancora oggi non ha una sua zonazione particolareggiata.

Quella che era Corte Sant’Alda ieri, diventa “Camerani” oggi, per dare maggior risalto all’impronta femminile dell’azienda e per accorpare tutti i progetti figli di Marinella: Corte Sant’Alda, Adalia e Podere Castagné. Quando Marinella arriva qui, nella Valpolicella Orientale, utilizza corvinone, che è più delicato ma più speziato e corvina che ha un grappolo più piccolo ma più deciso. 

I suoi vini, la sua personalità, il suo rigore in vigna, il suo senso di famiglia, la sua coerenza intesa come rispetto dell’ambiente che trasmette nei suoi prodotti le hanno fatto ottenere il riconoscimento italiano come miglior vignaiola dell’anno per il Gambero Rosso.

Marinella approda nella punta di Mezzane di Sotto, non una zona particolarmente vocata per la viticultura ma piuttosto per albicocche, ciliegie e tabacco. Il boom vitivinicolo è relativamente recente e risale alla fine degli anni ’80, proprio quando Marinella Camerani arriva in Valpolicella. E quando arriva, estirpa gran parte di pergola veronese a favore del gouyot (proprio qui, sul sito di Adalia, viene spiegata la coesistenza di pergola veronese e guyot). È necessario però ricordarsi di quanto sia efficace la pergola per protegge i grappoli dall’umidità essendo sospeso e quindi capace di far prende aria ai propri grappoli, senza dimenticare di quanto sia un sistema di allevamento più legato alla tradizione e alla conservazione paesaggistica del territorio.

Vini e vigne di Camerani. A quota 560 con Podere Castagné

Sono 10 gli ettari destinati alle etichette di Corte Sant’Alda, riduttivo e improprio definirla “linea classica” di quest’azienda agricola. 5 gli ettari di Adalia: altro progetto-Camerani che vede vini più giovani e immediati. Gioviali.

In complesso gli ettari vitati sono 20, e 600 gli ulivi che compongono il paesaggio circostante di Camerani.

Podere Castagné occupa qualche ettaro ed è il più a quota. Un vero “bosco magico” la cui passeggiata finisce in mezzo alle vigne giovani di Corvinone e Rondinella. Podere Castagnè è l’ultimo vigneto di Camerani che si raccoglie, caratterizzato da una ventilazione che differenzia totalmente gli altri vigneti nonostante i pochi chilometri che li separano. Il nome “Adalia” deriva da Adalia Bipunctata, coccinella con due macchie nere sulle ali raffigurata anche nel logo aziendale.
In cantina gli interventi agronomici hanno l’unico compito di affiancare un processo produttivo del tutto naturale. Anche l’appassimento delle uve utilizzato nel caso dell’Amarone, che dura 3 mesi, è del tutto naturale (cioè aperto, senza controllo della temperatura in cassette legno). I rossi di Adalia svolgono la fermentazione in cemento mentre i rossi di Corte Sant’Alda affinano in legno.

Marinella Camerani in mezzo alle vigne
Valpolicella orientale

“Questa terra mi è stata affidata ed io mi sento in dovere di renderla, quando sarà, migliorata, più completa, più autonoma, con una propria anima.

Vorrei che… I nostri gesti si limitassero ad accompagnare la vite in un percorso naturale, assecondarla, senza mai creare strappi o tensioni. Gli interventi agronomici fossero solo di affiancamento. I trattamenti finalizzati più a rimuovere le cause che combattere gli effetti e se veramente necessari fatti con prodotti naturali.

Non è facile… sono consapevole di percorrere una strada irta e sconosciuta nella durata e nel risultato ma desidero provarci.” – Marinella Camerani

Le sperimentazioni di Marinella Camerani e i suoi vini

“Come ritengo normale che sia, in un corso che non ha sosta ne spazi per ripensamenti, le scelte di vita vissuta e maturate nell’esperienza diventano quelle “giuste” anche in campagna, in cantina e nel lavoro di relazione con gli altri, mettendo in chiaro i valori per cui si vive e si lavora.

Noi e gli altri compresa la natura, nel rispetto delle coerenze.” – Marinella Camerani

 Dopo 30 anni di vendemmie, Marinella Camerani passa in rassegna le sue sperimentazioni: dalle vasche in vetroresina a quelle in acciaio, coibentate, con griglie e con follatori, di tutte le forme e dimensioni. E ancora, botti di rovere, ciliegio, castagno, tonneaux e barrique, il materiale che sicuramente Marinella ama di più e che coadiuva il rilascio dei sentori di Valpolicella e Amarone. E poi ancora il cemento di tutte le dimensioni e alla fine l’anfora in cui macera il rosato.

Tutte le uve, possiedono la certificazione biologica e biodinamica, vengono raccolte a mano nel momento ottimale di maturazione.

Le fermentazioni partono spontaneamente (lieviti indigeni) ed avvengono in tini troncoconici di rovere da 40 hl, dove le temperature sono solo parzialmente controllate.

Alla fine di questa fase che generalmente dura 15 giorni, nel caso dell’Amarone oltre un mese, dopo successivi travasi, i vini, fatta eccezione per il Soave Corte Sant’Alda, prima di essere imbottigliati vengono affinati in legni di diversa essenza, capacità ed età per un periodo che varia dai 6 mesi ai 4 anni.

Tutti i vini di Camerani dai classici di Corte Sant’Alda a quelli più giovani firmati Adalia fino ad arrivare al giovane progetto Podere Castagné sono caratterizzati dalla cifra stilistica di Marinella Camerani, senza mezze misure.

…Nessun superamento

o fuga in avanti…

Solo un personale impegno alla ricerca di un migliore e possibile bilanciamento tra le cose.” – Marinella Camerani

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