Biagio in Viaggio – Tenuta Spinelli

Tenuta Spinelli

Tenuta Spinelli: piccola cantina, grandi traguardi

La passione e lo spirito imprenditoriale di un ragazzo giovane di Castignano chiamato Simone Spinelli, uniti alla vocazione del territorio del Piceno, hanno reso grande, nel corso di questi anni, una piccola cantina che ha raggiunto grandi traguardi: Tenuta Spinelli.

Oggi, l’unione tra la natura, la passione, il sacrificio e la continua ricerca di Simone confluiscono in prodotti elegantissimi e… a buon mercato.

Metodo Charmat Passerina - Tenuta Spinelli
Pupitre - Tenuta Spinelli
Metodo Classico Meroe - Tenuta Spinelli

Simone Spinelli: giovane e lungimirante imprenditore 

 La produzione di vino per Tenuta Spinelli è iniziata nel 2009, quando Simone ha deciso di impiantare dapprima il vitigno Pecorino in una località chiamata Montemisio, a 550 metri sul livello del mare, sotto il monte Ascensione. Un posto che, oltre a conservare fascino e magia, nel corso degli anni si è rivelato ottimale per la produzione di vini a base Pecorino. Da allora, Tenuta Spinelli ha iniziato a crescere in maniera esponenziale. Passata oggi a 19 ettari vitati, oggi il suo Offida Pecorino docg Artemisia è tra i migliori vini marchigiani a base Pecorino che si conoscano. Tanto da guadagnarsi, nel 2023, i tre bicchieri Gambero Rosso per dieci anni consecutivi.

La pulizia di vinificazione a residuo zero, la vocazione di un territorio come il Piceno, il giovane e arguto spirito imprenditoriale di Simone Spinelli e la fiducia nei confronti di un vitigno autoctono marchigiano hanno fatto sì che i suoi prodotti comparissero, nel giro di breve tempo, in tutti i ristoranti della zona. Complici, ovviamente, la sua simpatia e quella di sua moglie Serena che, nella tenuta di Castignano in provincia di Ascoli Piceno, accolgono visitatori e passeggeri che si vogliono fermare per una sosta a base di buon vino, buon cibo e la vista panoramica sulle colline del Piceno.

Lo scopo di Simone è sempre stato quello di fare grandi vini senza puntare su grossi quantitativi, valorizzando i vitigni autoctoni come Passerina e Pecorino e dando spazio ad un vitigno elegante come il Pinot Nero che, nel Piceno di Spinelli, rende meravigliosamente.

Pecorino: simbolo della rivoluzione picena

Il Pecorino è un’antica varietà autoctona marchigiana che è stata recuperata e reintrodotta a partire dagli anni Ottanta. Diffuso principalmente nelle regioni del centro Italia (Marche, Umbria e Abruzzo), nel territorio marchigiano si trova principalmente tra Ascoli Piceno e Fermo ed è la base per la Docg Offida Pecorino e la Doc Falerio Pecorino.

La prima fonte documentale sul vitigno Pecorino risale all’anno 1526 ed è contenuta negli Statuti di Norcia dove si trova un riferimento a “vigne de pecurino”. Proprio in questi testi si cita una norma secondo cui chiunque fosse proprietario di un vigneto di pecorino nella Terra di Norcia e suo Contado e Distretto avrebbe dovuto piantare un canneto per sorreggere i filari di vino.

In base a suoli e condizioni pedoclimatiche, il pecorino si esprime con sentori differenti:

  • Sull’Appennino, nei pressi dei Sibillini in provincia di Ascoli Piceno e ad un’altitudine compresa tra i 500 e i 600 metri di altezza si hanno temperature più fresche che permettono vini più eleganti e che restituiscono delle sensazioni più raffinate.
  • Nella zona di Offida, il Pecorino si esprime con più potenza per via delle temperature più calde.
  • Nei pressi del mare Adriatico invece, i vini risultano meno complessi.

Oggi Simone Spinelli ha fatto del suo Pecorino Artemisia il traino della sua azienda e di tutto un territorio.

Pecorino “Artemisia”: 10 anni di “Tre bicchieri Gambero Rosso”

L’Offida Pecorino docg di Tenuta Spinelli è infatti uno dei capostipiti della “scuola Pecorino” che si esprime con sana superbia. Simone dà al suo Pecorino il nome di Artemisia in onore di Artemide, dea della caccia e dei campi, in quanto secoli fa in questo luogo sacro era presente un tempio pagano dedicato proprio alla dea. Un nome già evocativo di per sé, senza considerare che sia un vino che parla già da solo appena lo si assaggia. Artemisia negli anni non delude mai e conquista tutti, tanto da essere riuscito a spegnere, quest’anno, dieci candeline di una torta dalla forma di tre bicchieri: quelli del Gambero Rosso.

Grintoso, energico, verticale, pulito. Queste le caratteristiche che rivela il 2018, che abbiamo trovato nella sua forma migliore. Il 2022 stupisce per vivacità e gioventù, e dà l’idea di trovarsi di fronte ad un prodotto che abbia un potenziale evolutivo quasi infinito.

Proprio come dice Simone Spinelli “Il Pecorino più passa il tempo e più è buono”

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