Biagio in Viaggio – Andrea Felici  

Vini Azienda Andrea Felici

Colline ora più lievi, ora più pronunciate. Sono quelle marchigiane, che si intrecciano con la storia della cantina Andrea Felici cominciata nel 1978 nel cuore del Verdicchio, tra Apiro e Cupramontana.
La collina, quella marchigiana, è terra di grandi soddisfazioni per chi fa vino. E come dice Leopardo, titolare dell’azienda Andrea Felici alla quarta generazione, “la vigna ci fa dannare e sognare allo stesso tempo”.

Leopardo Felici: tra ristoranti e premi

Andrea Felici cresce nelle verdeggianti colline marchigiane aiutando la famiglia di agricoltori. Nel 1978 ogni granello di terra è già passato tra le sue dita e i suoi stivali hanno già calpestato gli ettari vitati dell’azienda di famiglia. Ed è proprio in quell’anno che prende in mano l’azienda, in cui già la produzione di vino era ottima. I vini si fanno presto conoscere nel panorama italiano (e non solo), per l’eccezionale qualità.

Le rese basse, la vinificazione di un unico vitigno, il verdicchio attraverso cemento vetrificato e acciaio per esaltarne le grandi qualità e longevità, lo elevano a grande produttore marchigiano.

Assieme ai riconoscimenti e alla vigna, cresce anche il figlio di Andrea Felici, Leopardo, che ha l’ambizione di far conoscere il suo territorio e la sua produzione di vino oltre gli orizzonti di Jesi. La sua perspicacia unita all’amore per il territorio marchigiano gli hanno permesso di intravedere nel verdicchio un grande vino bianco, dall’incredibile potenziale.

Andrea Felici ha iniziato a imbottigliare i suoi vini nel 2002, ma quando suo figlio Leopardo ha voluto entrare nell’azienda di famiglia, Andrea saggiamente lo ha invitato a fare esperienza dell’enogastronomia nel resto del mondo, sviluppando il gusto per il buon vino, e ampliare le sue prospettive prima di tornare in Contrada Sant’Isidoro ad Apiro, in provincia di Macerata

Così Leopardo trascorre quattro anni lavorando come sommelier, prima per Gordon Ramsay al Savoy Grill di Londra, e poi per Giorgio Pinchiorri e Annie Féolde presso la famosa Enoteca Pinchiorri di Firenze.

Tornato a casa da suo padre – che aveva nel frattempo iniziato la conversione in biologico dei 10 ettari di vigneto su pendii del Monte San Vicino – si rinnamora prontamente della sua terra. Circondato da vigneti sul lago e vigneti tra i boschi, ad un’altitudine media di 516 metri sul livello del mare, capisce l’estrema qualità del suo verdicchio, che cresce attorniato dalle brezze fresche adriatiche e quelle dell’Appennino.

Nel 2020 Gambero Rosso nomina Leopardo Felici vignaiolo dell’anno, eleggendo il suo Verdicchio del Castelli di Jesi come “una delle migliori espressioni delle Marche”. Forbes include il vino di Felici nella lista dei migliori bianchi italiani e il Corriere della Sera lo nomina tra i 50 migliori vini d’Italia.

I due vini di Andrea Felici: Cuvèe e Cru

Il Verdicchio Classico Superiore Andrea Felici è il risultato di un’attenta selezione di uve provenienti da vigne giovani e più mature che circondano un lago semi-artificiale, con un’età che varia dai 5 ai 35 anni. La vinificazione prevede un breve periodo di macerazione sulle bucce, seguito da un affinamento in vasche di acciaio. Successivamente, il vino riposa sui lieviti per 3 mesi prima di essere ulteriormente affinato in bottiglia per 2 mesi e poi introdotto sul mercato.

Il Cantico della Figura, che quest’anno (2024) ha ottenuto i 3 bicchieri Gambero Rosso, proviene invece da un unico Cru: vigne poste ad un’altitudine assai maggiore rispetto a quelle utilizzate per il Verdicchio dei Castelli di Jesi Andrea Felici.
I terreni sono sempre di tipo calcareo-argilloso. La vinificazione prevede una fermentazione sulle bucce di due settimane e l’affinamento in cemento vetrificato per 12 mesi, a cui segue l’affinamento in bottiglia per altri 6 mesi prima di essere commercializzato.

Una piccola curiosità sul nome, che pare essere di grande evocazione: il nome non solo si riferisce al vigneto omonimo da cui proviene il vino (a cui si aggiunge il termine “vigna” proprio a renderlo più noto), ma è anche l’associazione di due termini: “cantico”, chiaro riferimento al Cantico delle Creature di San Francesco, nome della vigna da cui deriva questo vino mentre “Figura” fa riferimento alla chiesa di Apriro dedicata alla Madonna della Misericordia, chiamata infatti anche Chiesa della Figura per la presenza di figure o figurette. Questo nome, dunque, altro non è che un appellativo per rendere tributo alla zona di Apiro, terra di grande vocazione per il vino verdicchio.

Dal 2024, i vini di Andrea Felici all’interno del nostro Catalogo

Finalmente possiamo dirlo: i vini territoriali di Andrea Felici sono all’interno del nostro Catalogo (qui per scaricarlo!), e acquistabili sul nostro shop online!

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I Prodotti dell’azienda Andrea Felici

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Verdicchio dei Castelli di Jesi doc Classico Supreiore

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